Accesso più agevole all'Europa: l'UE sta semplificando la procedura per l'ottenimento del visto Schengen per i cittadini thailandesi.
Chiunque viva in Thailandia e viaggi regolarmente in Europa conosce fin troppo bene il rituale annuale: fissare appuntamenti, raccogliere pile di documenti, pagare tasse... tutto per un visto che spesso è valido solo per poche settimane. Ma le cose stanno per cambiare. Commissione europea All'inizio di maggio 2026, l'UE ha deciso una significativa semplificazione delle norme sui visti Schengen per i cittadini thailandesi. Non si tratta di un'esenzione dal visto, ma di un vero e proprio passo avanti.
Cosa è cambiato?
L'8 maggio 2026, il Commissione europea Il cosiddetto sistema "a cascata di visti" per i cittadini thailandesi in Thailandia è stato ufficialmente introdotto. L'annuncio ufficiale è stato dato il 18 maggio dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) insieme al Ministero degli Affari Esteri thailandese.
Il fulcro della nuova normativa è un sistema di visti a livelli che premia i viaggiatori affidabili con visti di durata progressivamente maggiore. Chi ha ottenuto e utilizzato legalmente un visto Schengen negli ultimi due anni potrà richiedere un visto per ingressi multipli valido per un anno. Chi ha utilizzato correttamente questo visto potrà poi ottenere un visto di due anni e, infine, un visto di cinque anni.
Nel dettaglio, le categorie di visto sono le seguenti: un visto di un anno (ingressi multipli) è possibile se un visto Schengen è stato utilizzato legalmente negli ultimi due anni. Un visto di due anni si ottiene se il visto di un anno è stato utilizzato correttamente negli ultimi tre anni. Infine, un visto di cinque anni può essere rilasciato se i requisiti per il visto di due anni sono stati soddisfatti senza interruzioni negli ultimi quattro anni.
Nessuna esenzione dal visto, ma un segnale chiaro.
È importante non creare false aspettative: il programma non prevede l'esenzione dal visto. I cittadini thailandesi devono comunque seguire la procedura standard per il visto Schengen e tutti i requisiti di ingresso di base rimangono invariati. La prova di disponibilità di fondi sufficienti, la prenotazione dell'alloggio e la presentazione di un itinerario sono ancora parte integrante della procedura standard.
Ciò che cambia è la prospettiva per coloro che hanno già esperienza con l'Europa. Molti thailandesi che viaggiano regolarmente in Europa in precedenza dovevano presentare una nuova domanda di visto per ogni viaggio, con tutta la documentazione, gli appuntamenti in ambasciata e i costi amministrativi correlati. Il nuovo sistema mira a ridurre significativamente questo onere per i viaggiatori frequenti.
Esperienza diplomatica
Questo passo non è casuale. Dietro questo cambiamento si celano intensi sforzi diplomatici, basati sui dati, da parte del Ministero degli Affari Esteri thailandese. In stretta collaborazione con il Dipartimento per gli Affari Europei, l'Ambasciata Reale di Thailandia a Bruxelles e le missioni diplomatiche europee a Bangkok, le autorità thailandesi sono riuscite a dimostrare che i viaggiatori thailandesi rappresentano un rischio minimo in termini di migrazione e sicurezza, apportando al contempo significativi benefici economici all'area Schengen.
La misura è inoltre integrata nell'accordo di partenariato e cooperazione tra l'UE e la Thailandia, che ha notevolmente rafforzato le relazioni bilaterali negli ultimi anni.
La Thailandia in buona compagnia
La Thailandia è ora il settimo Paese al mondo a beneficiare del sistema di cascata dei visti. India, Arabia Saudita, Bahrein e Oman hanno ottenuto questo status nel 2024, mentre Turchia e Indonesia nel 2025. L'inclusione della Thailandia in questo gruppo è un chiaro segnale della crescente fiducia dell'UE nell'affidabilità dei viaggiatori thailandesi.
Che cosa significa questo nella vita di tutti i giorni?
Per un viaggiatore d'affari che vola in Germania o in Svizzera due volte all'anno, questo significa Visto annuale Molto meno complicato. Per una famiglia che visita regolarmente parenti in Francia o Spagna, il visto biennale offre un nuovo livello di sicurezza nella pianificazione. E chi possiede anche un visto quinquennale può viaggiare in Europa con la stessa spontaneità di un cittadino UE, ovviamente entro il limite dei 90 giorni.
È importante notare che i visti Schengen per soggiorni brevi consentono una permanenza massima di 90 giorni in un periodo di 180 giorni. I visti non sono vincolati a uno scopo specifico, ma non conferiscono il diritto di lavorare in Europa.
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